Corrispondenza Numerazione Pallini
Corrispondenza tra pallini in piombo e materiali alternativi
Acciaio, bismuto, rame e tungsteno non hanno la stessa densità del piombo. Per questo, cambiando materiale, può cambiare anche la numerazione del pallino da utilizzare.
Lo stesso numero non significa la stessa cosa
Quando si passa dalle tradizionali cartucce in piombo a munizioni caricate con acciaio, bismuto, rame o tungsteno, uno degli errori più comuni è scegliere lo stesso numero di pallino pensando di ottenere un comportamento simile.
In realtà ogni materiale possiede una densità differente. Questo cambia il peso del singolo pallino e influenza la sua capacità di conservare velocità ed energia.
Per questo, cambiando materiale, può essere necessario utilizzare un pallino più grande o più piccolo rispetto a quello normalmente impiegato con il piombo.
Tabella di corrispondenza dei pallini
La tabella prende come riferimento la numerazione dei pallini in piombo e mostra la corrispondenza indicativa con ferro/acciaio, bismuto, rame e tungsteno.
Corrispondenze indicative. Le prestazioni possono cambiare in funzione della lega, della cartuccia, della velocità, della grammatura e delle caratteristiche del pallino.
Partiamo da un piombo n.7
Se normalmente utilizziamo un pallino di piombo n.7, la tabella permette di capire subito come cambia indicativamente la numerazione passando agli altri materiali.
Acciaio: aumenta il diametro
L’acciaio è meno denso del piombo. A parità di diametro, quindi, un pallino di acciaio pesa meno.
Per compensare questa differenza vengono generalmente impiegati pallini di diametro maggiore.
Utilizzare pallini più grandi comporta anche un altro effetto: a parità di grammatura, nella cartuccia saranno generalmente presenti meno pallini.
Per questo, nella scelta di una munizione in acciaio, numerazione, grammatura e densità della rosata devono essere valutate insieme.
Bismuto: più vicino al piombo
Il bismuto presenta caratteristiche più vicine al piombo e richiede quindi una correzione della numerazione generalmente più contenuta.
È quindi uno dei materiali che permette di mantenere numerazioni abbastanza vicine a quelle normalmente utilizzate con il piombo.
Rame
Anche il rame ha una densità inferiore rispetto al piombo. Per questo si tende a utilizzare un pallino leggermente più grande.
La differenza è meno marcata rispetto all’acciaio, ma deve comunque essere considerata quando si confrontano cartucce realizzate con materiali differenti.
Tungsteno: il ragionamento si inverte
Con il tungsteno il principio può essere opposto. Grazie alla maggiore densità di alcune leghe è possibile utilizzare pallini più piccoli rispetto al piombo.
Bisogna però fare attenzione: con il termine tungsteno vengono indicate leghe con densità anche molto differenti.
Nelle leghe ad altissima densità, come il TSS, la differenza rispetto al piombo può essere ancora più evidente.
Per questo non bisogna fermarsi alla sola dicitura “tungsteno”, ma verificare sempre le caratteristiche della specifica munizione.
Una corrispondenza indicativa, non assoluta
La tabella deve essere utilizzata come strumento di confronto. Due pallini indicati come equivalenti non avranno necessariamente lo stesso comportamento in ogni situazione.
Le prestazioni di una cartuccia dipendono infatti da molti altri fattori:
- velocità della cartuccia;
- grammatura della carica;
- durezza del pallino;
- forma e regolarità dei pallini;
- tipo di borra;
- strozzatura utilizzata;
- lunghezza della canna;
- distanza di tiro;
- densità e distribuzione della rosata.
La densità cambia la scelta del pallino
Prima di scegliere una cartuccia in acciaio, bismuto, rame o tungsteno non bisogna guardare soltanto il numero riportato sulla confezione.
La tabella rappresenta quindi un punto di partenza utile per capire le differenze tra i vari materiali.
La prova di rosata con il proprio fucile, la propria strozzatura e la cartuccia scelta rimane comunque il metodo più utile per verificare come si comporta realmente una determinata munizione.